|| Home || Site Map || RSS || Login ||
L´Archivio Storico Comunale
L´Archivio Storico Comunale - Clicca per ingrandire

L’Archivio Storico del Comune, ubicato nel piano interrato del palazzo municipale, è un prezioso punto di riferimento per chi intraprende ricerche di natura storica: esso infatti, tra serie e fascicoli documenta lo svolgimento della vita e della storia locale dal periodo post – napoleonico all’Unità d’Italia (sec.XIX), al periodo fascista, fino agli albori dell’Italia repubblicana. I problemi legati all’archivio comunale hanno da sempre contrassegnato la storia amministrativa di questo comune. Già nel 1861, infatti, in una seduta del consiglio comunale il consigliere Arcangelo Torricelli denunciava lo stato di assoluto disordine e il cattivo stato di conservazione dei documenti dell’archivio nonostante le continue richieste dello stesso per il riordino: “…Nel modo in cui giace l’archivio, che lo direi caos, non abbiamo disponibili i documenti che difendono i diritti e l’interesse del comune; e perciò gravi danni prevedo in avvenire al comune”… Qualche anno più tardi (1865) Davide Parlatano, uno dei sindaci forse più illuminati, sotto il profilo amministrativo, che il comune abbia mai avuto, si adoperò sin dal suo primo incarico a dare una necessaria sistemazione all’archivio storico comunale imponendo al tempo stesso agli ex sindaci Francesco Falco e Arcangelo Torricelli di restituire i documenti comunali indebitamente sottratti all’archivio e abusivamente privatizzati. Evidentemente già da allora l’archivio era di frequente oggetto di “saccheggio”. Con l’acquisto della casa comunale di via Ronzieri (1879) l’archivio ebbe una sistemazione più consona e organica. Nel 1885 è nominato sindaco Francesco Torricelli il quale volle per prima cosa rendersi conto dello stato dell’archivio: al suo interno egli trovò un piccolo scaffale sul quale erano riposti alla rinfusa carte polverose e lacere in mezzo alle quali sarebbe stato impossibile trovare un determinato documento. Poco dopo lo stesso Torricelli portò il problema della risistemazione dell’archivio in consiglio comunale poiché riteneva “…essere base di ogni buona amministrazione la regolare tenuta dei libri e documenti alla stessa inerenti…”. All’unanimità il consiglio approvò la proposta del sindaco e nel 1886 furono stanziate lire 773,20 per il riordino dell’archivio, la costruzione di un nuovo armadio e la riparazione degli scaffali esistenti. L’incarico per il riordino dell’archivio fu affidato a Enrico D’Ambrosio. Nel 1960 il consiglio comunale presieduto dal sindaco Domenico Cosma deliberò l’acquisto di ulteriori scaffalature per una migliore sistemazione dell’archivio storico comunale. Con tali assestamenti l’archivio resse per alcuni decenni, anche perché dagli anni ’60 agli anni ’80 fu preposto alla cura dell’archivio lo zelante funzionario comunale Leonardo Fusarò. Nel 1985 l’amministrazione, sindaco Francesco Scarciglia, affida allo storico locale Pietro Scarciglia l’incarico di compiere un censimento sul materiale documentario presente nell’archivio storico. E veniamo ai giorni nostri: dopo il trasferimento dell’archivio dal vecchio palazzo di via Ronzieri alla nuova residenza municipale di via V. Emanuele (1995) le preziose e storiche cartelle documentarie vengono dapprima sistemate su scaffali che, non ritenuti idonei, vengono poi sostituiti da alcuni armadi. Questi ultimi tuttavia non sono sufficienti a contenere l’abnorme mole documentaria presente nell’ archivio per cui iniziano ad accumularsi alla rinfusa lungo le pareti della sala enormi pile di faldoni. Nella seconda metà degli anni ’90 l’Amministrazione individua nella dr.ssa Anna Maria Lanzo il personale cui viene affidato il compito di catalogare e riordinare tutto il materiale dell’Archivio ad oggi, e per ovvi motivi, ancora parziale. Tra giugno e settembre 2007 si è proceduto finalmente a una sua dettagliata catalogazione. L’inventario è stato redatto dalla società CNI nell’ambito del progetto “Archivi storici in rete della Provincia di Taranto”, rientrante nell’Accordo Programma Quadro (APQ) in materia di beni e attività culturali per il territorio della Regione Puglia, Azione “Sistema degli archivi” (2006 2007). Di particolare interesse al suo interno i faldoni relativi alle Opere Pie che datano dal 1745, le delibere Decurionali del XIX secolo, i tomi del Catasto Murattiano (1809) e di quello post-unitario (1860-1905). Parte integrante dell’Archivio sono anche gli atti dello Stato Civile che compongono i registri delle nascite, matrimoni e morti dei singoli cittadini del comune. Prima del 1809 per conoscere lo stato civile di una persona l’unica fonte di consultazione erano i registri parrocchiali. Il R.D. 29 ottobre 1808, n. 198 in applicazione del Codice Napoleonico, stabilì invece che fossero i sindaci dei comuni a curare le pratiche relative alla registrazione delle nascite, dei matrimoni e delle morti. I registri dello Stato civile, in duplice copia, vengono numerati e vistati dall’autorità giudiziaria e alla fine dell’anno firmati dall’Ufficiale dello stato civile del comune. Una copia originale viene trasmessa nella cancelleria del Tribunale che provvederà al versamento all’Archivio di Stato, l’altro esemplare rimane presso l’archivio comunale. Qualche anno dopo a questi si aggiunsero i registri degli Atti Diversi. Con il R.D. 15/11/1865 viene introdotto un ulteriore registro da tenersi presso l’ufficio dello Stato Civile quello cioè relativo agli Atti di Cittadinanza. Attualmente l’Archivio dello Stato Civile del Comune di Avetrana comprende il seguente materiale documentario:  Registri degli Atti di Nascita dal 1809  Registri degli Atti di Matrimonio dal 1809  Registri degli Atti di Morte dal 1809  Registri degli Atti Diversi dal 1812 al 1864  Registri degli Atti di Cittadinanza dal 1866  Indici dello Stato Civile dal 1809 (quattro tomi)