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Le Grotte
Le Grotte - Clicca per ingrandire

Il territorio avetranese si connota anche per la presenza di un interessante quanto pressoché inesplorato fenomeno carsico. In tempi diversi infatti sono state scoperte nel sottosuolo numerose cavità: la grotta di San Martino, che si apre nella sponda destra del canale omonimo; la caverna Dell’Erba che si apre invece nella sponda sinistra; la grotta della Tumarola, posta in fondo al canale di San Martino in contrada “La Spina; la grotta detta di Villanova o Specchia Rascina nella contrada omonima poco ad est di Avetrana ; la grotta dei Salti lungo la s.s. 174 che da Avetrana conduce a Nardò; la Crava. A sud dell’abitato, infine, in località La Grava vi è una profonda voragine originatasi dal crollo della volta di un antico cavernone preesistente . LA GROTTA DI SAN MARTINO La grotta di San Martino si apre sulla destra orografica del canale omonimo, alla quota di circa 38 metri sul livello del mare. Si sviluppa complessivamente per circa 160 metri non superando la profondità di 2 metri L’origine della cavità è da ricercarsi nella fusione di due corsi d’acqua sotterranei un tempo immissari e risorgenti nel canale di San Martino. La particolarità della grotta ,oltre l’interesse archeologico sta nel fatto che si sviluppa interamente nelle calcareniti che per la loro alta porosità non sarebbero in grado di poter sviluppare fenomeni cavernosi. L’origine può solo spiegarsi con la presenza di calcari compatti posti poco al disotto del fondo della cavità stessa. Attualmente la grotta si presenta in avanzato stato di senescenza (presenza di frane interne e di fessurazioni alle volte che ormai ne compromettono l’esistenza. Nella parte terminale una piccola sala presenta formazioni stalatto-stalagmitiche anch’esse in fase dissolutiva. CAVERNA DELL’ERBA La caverna dell’Erba si apre alla sinistra orografica del predetto canale anch’essa scavata nelle calcareniti del Salento si sviluppa per circa una trentina di metri ed alla stessa quota della grotta precedente. GROTTA DELLA TUMALORA Prende nome dal fatto che il timo (Thymus communis) è localmente chiamato “ tumu” e quindi Tumalora sta ad indicare un’area ricoperta da timo. Oggi l’area è completamente devastata dalle estrazioni di materiale da costruzione .La cavità si apre alla destra orografica del canale di San Martino in zona prossima a quella che doveva essere quella della foce del canale stesso .Si sviluppa per circa 110 metri ad una quota di 22 metri sul livello del mare. Un tempo, prima delle attività estrattive era situata a circa sette metri al di sotto dell’originario piano di campagna. E’ l’unica a conservare ancora bene evidenti tutte quelle morfologie che sono tipiche di corsi acquei sotterranei ;tetto ad onda , formazioni mammellonari, depositi , nelle anse dei cunicoli, di ciottolame tondeggiante . Al tempo della sua scoperta ( anni ’60 –Unione.Speleologica.Avetranese “L. Donini”), il letto della cavità era interamente ricoperto da un crostone carbonatico . Oggi , visite inconsulte lo hanno completamente distrutto portando alla luce il deposito sabbioso sottostante. GROTTA DI VILLANOVA O SPECCHIA RASCINA Scoperta alcuni decenni orsono, consiste essenzialmente di una condotta che raccorda varie cavernette preesistenti e per uno sviluppo complessivo di circa 62 metri. E’ l’unica cavità attualmente nota che presenta per tutta la sua estensione formazioni carbonatiche : stalattiti ,stalagmiti ,colate e, nel pozzo ancora non completamente esplorato ,situato nella parte terminale della grotta, presenta formazioni che ricordano il cavolfiore. Si sviluppa nella parte terminale essenzialmente nei calcari cretacici. La presenza di reperti archeologici ha fatto si che la Soprintendenza alle antichità abbia proceduto alla sua chiusura . LA GROTTA DEI SALTI La grotta si apre in contrada Casanova .Scoperta intorno agli anni ’70 dall’Unione speleologica avetranese , si presentò subito nella sua notevole complessità di sviluppo dovuto alla presenza di vari piani ,a prova di una serie di ”ringiovanimenti” ricollegabili certamente a fenomeni di abbassamento e innalzamento dell’antica linea di costa. La sua particolare morfologia ha dato il nome alla cavità. Si sviluppa per circa 122 metri, superando complessivamente, attraverso vari “salti” un dislivello di circa 30 metri. Essa si apre nell’interstrato delle calcareniti plioceniche addossate ai calcari cretacici e si sviluppa per intero nei calcari dando origine a sale fusiformi ,marmitte ,etc. LA CRAVA Si apre poco a sud dell’abitato ed è costituita da una enorme voragine profonda circa 20 metri risultata dal crollo di una vasta caverna .Per quanto è possibile sapere già dal secolo scorso veniva usata per lo smaltimento delle acque piovane . La presenza di croci graffite e di alcune opere all’interno di un corridoio che porta al fondo di essa , la farebbero ritenere zona frequentata da monaci basiliani fuggiti da Costantinopoli al tempo della lotta iconoclastica.