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La Biblioteca Comunale
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Un po´ di storia... L’idea di istituire in Avetrana una biblioteca comunale l’ebbe per primo il sindaco cav. Davide Parlatano (1836-1891) il quale dopo l’approvazione in giunta (19.07.1875),la sottopose all’esame del consiglio comunale nella tornata del successivo 5 agosto; aveva il comune in quel periodo una considerevole collana di opere molto interessanti lo stesso sindaco ne cita alcune: l’Italia illustrata, l’Italia monumentale, la Biblioteca dell’agronomista, la Collana degli scrittori di terra d’Otranto. Detti volumi e altri che egli non cita riuniti in un solo locale e dati in custodia a un bibliotecario avrebbero dato così origine alla prima biblioteca civica di Avetrana. Nel progetto del Parlatano essa doveva essere inoltre affiancata da una scuola serale di agricoltura nei mesi d’inverno. Nella stessa riunione si procede alla nomina di don Luigi Marasco (1808-1890), dotto sacerdote avetranese, a bibliotecario e insegnante alla scuola serale per adulti e di agricoltura. Nobili e lungimiranti le finalità affidate alla nuova istituzione nelle parole del sindaco: ”Il proponente intan-to nell’affermare, che la vita di un popolo consiste nello sviluppo dell’intelligenza e della ricchezza non trova inutile di osservare che i germi onde svilupparle sono quelli della conoscenza; anche elementare delle cause e dei mezzi adoperati spesso nella vita pratica per un abitudine tradi-zionale senza saperne la ragione. E a questo difetto noi provvederemo con costanza e di proposito alla scopo di migliorare le condizioni morali e materiali dei nostri amministratori” Non tutti i consiglieri sono d’accordo sull’utilità di questa nuova istituzione anche e soprattutto per motivi economici, tuttavia con 7 voti favorevoli e 4 contrari il suddetto ordine del giorno viene comunque approvato. Segue quindi tutta una serie di acquisizioni librarie. - con deliberazione G.M. del 28/10/1875 l’amministrazione provvide all’acquisto di varie opere letterarie storiche: Tommaseo, dizionario della lingua italiana, l’Enciclopedia della chimica, l’Enciclopedia di agraria e medica, Atlante di Botanica, Pisanelli, Procedura civile, Codice Civile. Arrivarono anche alcune donazioni: il sig. Silvio Parodi donava alla nascente biblioteca il Lexicon del Porcellini, la S.Bibbia del Martini e la raccolta legi e decreti del 1875. - con Deliberazione del 29 ottobre 1875 la Giunta acquistava altre pregevoli opere: Ottavi, Storia Universale – Cantù, Storia degli italiani – la Botanica, l’Agricoltura, e la Veterinaria del Gorini, supplemento dell’enciclopedia Popolare, Atalante Zoologico; - con altra delibera nella stessa data si autorizzava l’acquisto di altri libri elementari per le scuole maschili e gli annali di veterinaria. - con deliberazione del 7 marzo 1875 della Giunta Municipale viene autorizzato l’acquisto dell’opera “L’Italia Monumentale”. Ogni sforzo fu reso vano a causa di un errore di procedura burocratica. Con Delibera del Consiglio Comunale datata 18 aprile 1876 viene infatti ratificata la revoca del deliberato del 5 agosto che aveva previsto l’istituzione della biblioteca, della scuola serale e la nomina del bibliotecario motivato ciò dal fatto che tale provvedimento “non era stato vistato dall’autorità competente” rendendo così nullo l’atto amministrativo. La biblioteca e la scuola chiudono dunque i battenti e di tutto quel materiale librario si è persa purtroppo ogni traccia. Avetrana dunque non era riuscita a dotarsi di uno strumento fondamentale per l’elevazione morale e la crescita culturale di una comunità. Tale situazione era destinata fatalmente a permanere ancora per lungo tempo. Risulta perciò emblematica l’esperienza e la testimonianza di Costantino Savonarola (1908-1988) nel volume “Banco di prova”,1978: siamo intorno al 1935 ed egli al suo primo anno di insegnamento nelle elementari viene assegnato ad Avetrana dove si imbatte in una dura e grigia realtà che rende ancor più difficile e problematica la sua missione di educatore.Tra i suoi alunni spicca la figura del bravo e volenteroso Marasca (probabilmente Marasco o Maresca)il quale, ricordail Savonarola, “aveva sete di sapere e, per appagarla, si recava in casa dell’arciprete (don Francesco Ferrara),che possedeva una ricca biblioteca, e consultava dizionari, enciclopedie e quei libri che facevano al caso...”. Qualcosa inizia a muoversi agli inizi degli anni ’50 quando a seguito di alcune circolari ministeriali del 1/06/1951 e 20/11/1952 relative alla costituzione di Centri di Lettura, anche in Avetrana il 1 dicembre 1952 viene istituito il Centro di Lettura che per oltre un trentennio è stato un prezioso punto di riferimento per diverse generazioni di ragazzi, i quali tuttavia per ricerche più corpose e impegnative erano costretti a puntare necessariamente sulla più fornita biblioteca “M.Gatti” della vicina Manduria. Esso rimase comunque in funzione pur con alterne vicende e frequenti cambi di sede fino al 1985. Nel 1986 il consiglio comunale, con sindaco Francesco Scarciglia, nella tornata del 29.11 visto lo stato avanzato dei lavori di restauro del Torrione e dei locali adiacenti approva all’unanimità l’istituzione della biblioteca comunale e il relativo regolamento. Tuttavia anche questo atto amministrativo per vicissitudini varie non ebbe pratica attuazione. A dieci anni esatti dalla sua istituzione e in un mutato scenario politico l’amministrazione comunale, capeggiata dal sindaco Giovanni Scarciglia, decide finalmente di attivare la biblioteca con annessa emeroteca.Come sua sede viene scelta la sala posta accanto all’aula consiliare. La biblioteca viene inaugurata il 5 marzo 1996 alla presenza del sindaco Giovanni Scarciglia, del prof. Paolo De Stefano (che per l’occasione dona un consistente numero di volumi), del preside della scuola media, del direttore didattico, del parroco don Gregorio Mastrovito e del consigliere provinciale Pietro Briganti. Per l’occasione il sig. Ugo Guarini dona alla Biblioteca una epigrafe marmorea con un’iscrizione tratta dal Convivio di Dante: “Tutti gli uomini desiderano naturalmente di sapere”. Molte le attestazioni: tra le altre ci piace riportare la lettera che il sacerdote avetranese don Tommaso Pezzarossa, datata 28.02.1996, invia al sindaco: “Mi congratulo per l’iniziativa di dare ad Avetrana una Civica Biblioteca con annessa Emeroteca. E’ un opera che qualifica altamente il suo ministero di primo cittadino del comune di Avetrana. Un paese senza una biblioteca è come un corpo senza cervello, impoverito culturalmente e moralmente. Apprezzo questa realizzazione perchè mi fa sperare in un futuro migliore per i ragazzi e i giovani di Avetrana. A lei gli auguri per l’inaugurazione, estendibili all’Ass. alla Cultura ed a tutta la Giunta Comunale.” Ma nonostante l’inaugurazione il comune non riesce ad aprirla al pubblico perché non ha nel suo organico personale da utilizzare a tale scopo. Ragion per cui con delibera della Giunta Municipale n.356 del 17/09/1996 la gestione della Biblioteca è affidata gratuitamente su proposta dell’Archeoclub al gruppo di volontari aderenti alla stessa associazione. La biblioteca apre i battenti nel dicembre del 1996. I volontari iniziano subito a inventariare, schedare e catalogare tutti i volumi del patrimonio bibliografico iniziale cercando al tempo stesso di svecchiarlo, aggiornarlo. Partono perciò subito le prime richieste all’amministrazione per l’acquisto di nuovi volumi ed enciclopedie più qualificate. Si punta l’attenzione soprattutto su opere di storia locale, ragion per cui di lì a poco viene acquistato un buon numero di volumi della casa editrice “Congedo” e successivamente la “Treccani”. Non solo: si procede anche ad un inizio di informatizzazione della Biblioteca con l’arrivo di un attrezzato computer. Intanto la nuova amministrazione, presieduta dal sindaco Luigi Conte, in un coerente continuum con la precedente pone tra i punti del suo programma quello di “potenziare la biblioteca comunale perchè divenga luogo di incontro e di confronto al servizio del cittadino, degli operatori culturali, dell’associazionismo e del volontariato che potranno usufruire di mezzi di comunicazione rapidi ed efficienti”. La situazione non è però delle migliori e nella relazione al sindaco datata 21.11.1997 il responsabile del’Archeoclub cosi scriveva: “...non essendo questa associazione destinataria di alcun fondo da gestire pro Biblioteca Comunale, tanto meno può elaborare programmi, iniziative e progetti il tutto demandando all’assessorato comunale preposto, salva restando la nostra collaborazione...”. Poi si sofferma sul funzionamento della stessa:”Da poco più di un anno si è avviata la frequentazione da parte di studenti ma a causa della scarsa dotazione, circa 2000 volumi, scarsa ne risulta la frequentazione della stessa. In effetti andrebbero incrementate e la dotazione dei testi e di iniziative che vivifichino la biblioteca stessa...”. Non solo: nella tornata del 7/04/1998 si discute sul tema della intitolazione della biblioteca; molte e varie le proposte: Davide Parlatano, Sandro Pertini, l’ins. Francesca Cavallo Scarciglia, l’ins. Agnese Carlone. Dopo lunghe discussioni il consiglio comunale delibera di intitolare la biblioteca comunale all’ins. Agnese Carlone. Quindi con delibera n.299 del 20/05/1998 la Giunta Comunale approva il Regolamento della Biblioteca Comunale. Terminata la “reggenza” dell’Archeo-club la biblioteca agli inizi del ‘99 viene trasferita nei locali dell’ex teatro e viene individuato quale responsabile l’ins.Francesco Nigro. Poi nel mese di marzo del 1999 si procede all’ inaugurazione dei nuovi locali alla presenza delle autorità del comune di Avetrana (sindaco Luigi Conte e assessore Cosimo Nigro) del parroco don gregorio Mastrovito, del preside della scuola media Antonio Lupo e del sindaco di Minervino Murge. Dal successivo 11 aprile è riaperta al pubblico. Vengono attivati rapporti con numerosi enti e Biblioteche italiane, il fondo librario in-crementato dall’acquisto di un notevole numero di libri e da continue e spontanee donazioni da parte di privati cittadini. Infine con la Deliberazione n. 180 del 29/11/2006 la Giunta Municipale approva il nuovo regolamento per adeguare la Biblioteca alle nuove esigenze che ha introdotto la disciplina sul servizio Internet, fotocopie e consultazione Tesi di Laurea