Il toponimo "Avetrana"

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L’etimologia del termine Avetrana, ha conosciuto le spiegazioni più disparate da habet ranas ( frase che un centurione romano avrebbe pronunciato per indicare qui un luogo ricco di rane per via delle paludi) ad ave rana (un improbabile saluto rivolto ad una rana), per finire ad habet traheas indicante qui la presenza del traino, antico mezzo di trasporto utilizzato in agricoltura. A ciò va aggiunta un’altra ipotesi secondo la quale il toponimo, potrebbe essere derivato dalle condizioni originarie del territorio, terra veterana, cioè non coltivata. Per un approccio allo studio etimologico della parola occorre innanzitutto considerare l’antica denominazione: Vetrana . Con tale nome infatti era indicato l’antico borgo nei documenti e nelle carte topografiche dei secc. XVII, XVIII e XIX, mentre nella carta di G.Gastaldi (1567) appare la denominazione “Vetrina”. In alcuni registri settecenteschi dell’Archivio Storico Parrocchiale esso è talvolta indicato come "Oppidum Veteranorum Messapicorum" o "Regia Veterana Messapica" . Simile infine la denominazione in un manoscritto inedito dello storico manduriano Giuseppe Pacelli : “Oppidum Veteranorum vel Veteranensium vulgo Veterana et Vetrana”. In questi termini sono quindi da escludersi quelle spiegazioni che analizzano il nome Avetrana come A- vetrana, intendendo A come una particella che regge il complemento d’agente, quindi paese costituito da veterani così come vorrebbe il Ferrari, oppure A inteso come alpha privativo, quindi paese senza vecchi a causa della mortalità prodotta dalle vicine paludi. Se quindi come proposto ci si riferisce al termine Veterana o Vetrana la radice Vet ci riporta ai lemmi latini vetus, vetustus, veteranus che indicano qualcosa di antico, vecchio, vetusto. Un’altra ipotesi farebbe derivare il toponimo da Villa rustica veterana, quindi una originaria fattoria romana, (non ci pare inopportuno ricordare che a pochi chilometri fuori dall’abitato, lungo la strada che conduce a Nardò esiste una vecchia masseria nominata Corte Vetere, in parallelo alla radice vet- di Vetrana). Sembrano tuttavia più plausibili gli ultimi studi per cui il nome trarrebbe origine da terra Veturiana o Veturia. Ora, la terminazione in ‘ano’ o ‘ana’ sarebbe una suffissazione di carattere prediale (dalla voce latina ‘predium’ che indicava un podere, un fondo rustico) per cui in termini semplici sarebbe come dire “terra appartenente a…” tal Veturius (e quindi traccia di un’antica centuriazione romana) magari un antico romano padrone di questi luoghi. Sulla radice latina o romana concorda anche il Coltella secondo cui “il nome del comune di Avetrana orienta subito il pensiero verso il diminutivo latino veteranus, che ebbe tanta diffusione nella storia di Roma. Potè quindi aversi benissimo una veterana villa o Domus o simili. La premessa dell´articolo ‘la’ nel periodo romanzo "la veterana". Il distacco poi della lettera iniziale dette poi luogo alla forma moderna e la Vetrana sarebbe divenuta l’Avetrana”. Sullo stesso piano si muovono le tesi di Gerhard Rohlfs che alla voce “Aitrana” così riferisce: “sciamu a l’Aitrana (andiamo a Avetrana) [anteriormente probabilmente La Vetrana a sua volta derivata da Villa Veterana].” Il Flechia , invece, riteneva il gentilizio Veturiana derivato da Veturius o Veturia. Detta ipotesi che rientra nella tesi dei numerosissimi toponimi del Mezzogiorno, e anche d´altre parti d´Italia, terminanti in - ano, va tenuta nel debito considerazione ed è forse quella che più colpisce nel segno. L’Arditi , altro storico talentino, si limita invece solo a riportare le varie ipotesi etimologiche: “Alcuni lo fanno derivare da Vetustus, Veteranus e quindi Veterana, altri da S.Maria dei Veterani o Terre dei Veterani da cui il paese prese a poco a poco il nome di veterana, Vetrana ed Avetrana.” Interessante infine la nota di mons. Kalefaty vescovo oritano che all’interno della sua relazione post visita pastorale nel 1784 così annotava: “Vetrana, vocabolo antichissimo, che trovasi anche scritto nel Vetusto Calepino [era un dizionario di latino compilato nel 1502 da Ambrogio Calepino] di sette lingue con questi termini: Vetrana, città di Otranto, si giunge a S.Maria di Vetrana. Con tale nome, ed aggiunta si nomina nella concessione fatta dalla corte di Napoli al fu principe del Tocco…”. Curiosa infine l’esistenza, ma lo riferiamo solo a mo’ di spigolatura, di un generale romano di nome Vetranione.