Dal Medioevo ad oggi

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All´alba del medioevo il territorio di Avetrana appare occupato da alcuni villaggi: S.Maria, S.Giorgio, Modunato,Frassanito, Ruggiano, S.Nicola, S.Martino, San Giuliano, Monte di Rena. Una certa tradizione storica che parte dall’Infantino (Lecce Sacra – 1634 ), ripresa dal Ferrari in Della paradossica apologia- 1703 e quindi dal nostro padre Bonaventura Sicara nel 1780 in Spicilegium seu indigestum miscellaneum usui R.P BONAVENTURAE A VETRANAE , attribuirebbe la nascita di Avetrana ad una contessa Teodora sorella di Goffredo II conte di Lecce. Costei avrebbe edificato in Lecce una chiesa dedicata a Santa Maria dei Veterani in ossequio alla devozione del fratello. Successivamente avrebbe costruito un’altra chiesa sotto lo stesso titolo nel territorio di Avetrana e quindi dotata di terre a vantaggio dei “ Veterani ”del fratello, ciò sarebbe avvenuto nel 1118. Sorgono in merito dei dubbi , in quanto la contessa Teodora non è la “ titolare ”della contea ma il fratello il quale alla propria morte , avvenuta intorno al 1120 la trasmette al figlio Accardo. Ne d’altra parte è certo che il territori comunale di Avetrana facesse parte della contea di Lecce bensì di Oria. Fra tanti dubbi si inserisce altra tradizione per la quale si vuole che Avetrana sia sorta dalla fusione di genti provenienti dai casali di Modonato, Santa Maria e San Giorgio, in seguito alle devastazioni operate dai saraceni nel corso del IX secolo e rifugiatisi nei pressi del “Torrione “ . Ma , riteniamo , quanto essa tradizione sia una pia fandonia , la si evince dal fatto che: 1. La costruzione del torrione non ascende oltre la metà del XIV secolo 2. Santa Maria (del Casale ) ha recentemente evidenziato una continuità insediativa che va dal IX al XVII secolo (sulla quale ci soffermeremo più avanti ). Se fosse vero quanto prima esposto , dove fu la gente di quei casali fra il IX e il XIV secolo? Il secondo punto pare indicare che Santa Maria del Casale non fu mai abbandonata .Propendiamo per l’ipotesi certo meno “ eroica” ma più possibile che Avetrana sia sorta da un casale posteriore ad una villa rustica e si sia sviluppata essenzialmente a causa della costruzione del complesso fortilizio e di quelle leggi fiscali di cui abbiamo fatto prima cenno. Se si tiene conto che nel 1447 Avetrana è censita per 13 fuochi , circa 65 abitanti, quanti erano circa quattro secoli prima quelli che provennero dai casali distrutti? Si pensi che già nel 1545 Avetrana, quindi poco meno di un secolo dopo, contava già 895 abitanti ( 179 fuochi ). Varie testimonianze raccolte nel 1933 da Ciro Drago accennano ad alcuni ritrovamenti di tombe romane poco fuori le mura lungo la strada che conduce a Torre Columena avvenuti nel secolo scorso durante la costruzione di una casa non meglio identificata. Esulando da ipotesi più o meno fantasiose o comunque scarsamente attendibili i primi dati certi non possono attribuirsi ad un periodo antecedente il 1307 , anno in cui Avetrana fu donata dal Principe di Taranto Filippo I al barone Vallecchio De Iserio, da questo passata a Santoro di Bitonto. Nel 1350 anno di costruzione del Torrione è signore di Avetrana Pietro Tocco e nel 1378 il figlio Guglielmo . Con l’avvento dei re aragonesi particolare prestigio acquista il Principato di Taranto che include , in quanto facente parte del marchesato di Oria, l’attuale territorio comunale di Avetrana.Al tempo di Alfonso I , re di Napoli, la famiglia dei Del Balzo – Orsini , principi di Taranto, diventa familiare a quel re nella persona di Giovanni Antonio il quale ( tralasciando dettagli storici ) il quale abusando del proprio potere vessa le genti a lui soggette .Avvenuta la morte di costui e quella di Alfonso I , Ferdinando I divenuto re a sua volta cerca di riconquistare la benevolenza dei suoi sudditi, rendendosi disponibile alla ricostituzione di antichi privilegi persi durante il governo del principe Giovanni Antonio. Avetrana, infeudata a varie famiglie giunse infine a Francesco Montefuscoli, il quale ne costituì dote per la figlia Colella , o Ippolita, che andava sposa a Galeotto Pagano (1481).Sotto la signoria dei Pagano si iniziò la costruzione della nuova chiesa matrice e delle mura di cui oggi ne sopravanzano pochi resti. Ancora sotto la loro signoria, presso il casale di San Giuliano (prob. odierna mass. San Paolo) ove erano acquartierati truppe francesi (nel frattempo dagli aragonesi siamo passati sotto l’imperatore Carlo V) si ebbe uno scontro con le truppe imperiali che ne uscirono sconfitte. Nel 1547 truppe turche sbarcano a Torre Columena, si ignora quanto credibile sia l’episodio che viene riportato dal Marsella , per il quale un tal Chria di origine avetranese avesse addirittura guidato l’assalto turco. Infine, nel 1587 Avetrana fu venduta da Carlo Pagano a Giovanni Antonio Albrizi , che diventò il signore di Avetrana. . Nel 1644 il castello di Avetrana fu proprietà di Geronimo di Martino, successivamente nel 1656 passò ai Romano. A quel tempo Avetrana contava 684 abitanti , come si evince dallo Status Animarum del 1654. Dalla lettura del liber mortuorum si ricava la morte della signora Angela Greco (28/08/1658 )” moglie di Giuseppe Romano barone di questa terra”, ciò contraddice il Foscarini ed altri autori i quali affermano Avetrana essere stata infeudata ai Romano nel 1769. Successivamente, comunque in una data non anteriore al 1658 divenne proprietà di Michele Imperiali , marchese di Oria e principe di Francavilla. La lettura di documenti esistenti nell’archivio ecclesiastico fanno ritenere che in un primo momento gli Imperiale fossero in realtà solo proprietari del feudo di Modonato , mentre in Avetrana esercitavano, come detto prima, il loro impero i Romano .Quindi, solo successivamente Avetrana fu infeudata agli Imperiale che ne detennero il possesso fino al 1782 .Estintasi la famiglia , Avetrana fu devoluta al fisco regio e da questo fu venduta a Massenzio Filo , nell’ambito della quale famiglia rimase fino alla caduta dei Borbone ( 1806 ). Alcuni loro possessi come il palazzo rimase in loro proprietà fino al primo decennio del XX secolo ,quando ceduto a loro amministratore fu poi spartito in numerose proprietà